Un percorso musicale che attraversa epoche e linguaggi diversi, unito da un filo sottile ma universale: la quotidianità trasformata in suono e la figura femminile nelle sue molteplici sfaccettature.
Dalla dimensione lirica e poetica dei Sechs Gesänge di Mendelssohn, si passa al racconto del Frauenliebe und Leben di Schumann, ritratto intenso e sfaccettato della donna nel suo percorso affettivo. Il Novecento di Bernstein introduce uno sguardo ironico e teatrale: in La bonne cuisine le azioni domestiche diventano gioco, ritmo, quasi parodia, mentre in I Hate Music! riemerge la voce della bambina, spontanea e disarmante, capace di trasformare la realtà in fantasia.
La voce, di volta in volta lirica, meditativa, giocosa, estatica, si modella sui diversi universi espressivi, insieme al pianoforte, presenza viva e dialogante, che amplifica, commenta, anticipa e talvolta contraddice.
Un intreccio di gesti quotidiani, emozioni e trasformazioni che, attraverso la musica, racconta il passaggio dall’infanzia alla maturità – o, in questo caso, a ritroso – auspicando un ritorno alla leggerezza e allo stupore dell’infanzia, in una continua alternanza tra esperienza e meraviglia.
